Rispondere a questa domanda è un po’ come rispondere a un’altro quesito: “A cosa servono i Tribunali Ecclesiastici, e che potere hanno in materia matrimoniale?” Scopo di una causa matrimoniale è verificare, in spirito e ricerca di verità, se il matrimonio sia nullo fin dalla sua celebrazione: ecco perché è corretto parlare di causa di nullità matrimoniale, non di annullamento.

I processi che vengono celebrati nei Tribunali Ecclesiastici hanno lo scopo di verificare se l’aspetto più “umano” di un matrimonio, il consenso, sia stato emesso validamente o no.

Il matrimonio-sacramento infatti, per volere del Suo Autore divino, si regge sull’aspetto (potremmo dire) “contrattualistico” del matrimonio, quello per cui un uomo e una donna esprimono, davanti a Dio e alla Chiesa, il loro “sì” (ovvero il loro consenso) a donarsi reciprocamente ed esclusivamente in modo stabile e indissolubile vita natural durante, aprendo la loro unione alla vita e ai figli che potrebbero nascere, ovvero accettando e vivendo il matrimonio come Cristo ha stabilito e la Chiesa insegna.

Come in altri contratti, anche in questo aspetto più “terreno” del matrimonio, potrebbero intervenire fattori di vario ordine e natura che impediscono un consenso valido da parte di una o di entrambe le parti: in tal caso, essendo invalido il “matrimonio-contratto”, non sarebbe valido per conseguenza il “matrimonio-sacramento”.

L’opera dei Tribunali Ecclesiastici è dunque questa: indagare in spirito di verità circa la validità o meno di un vincolo nuziale, e sentenziarne eventualmente la nullità.

La voce popolare, che parla di annullamento, sbaglia così parola e concetto. Nessuno, nemmeno il Papa (figuriamoci un Vescovo, o un Sacerdote) può annullare un matrimonio sacramentale perché la Chiesa non ha potere su quanto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, ha disposto e reso efficace come Autore dei sette Sacramenti, e dunque anche del matrimonio; tuttavia, la Chiesa attraverso l’opera dei suoi Tribunali verifica se esista la possibilità di dichiararne la nullità (ovvero, l’inesistenza).

Per questo, il ruolo dell’Avvocato Rotale è fondamentale: per individuare e presentare nel migliore dei modi, alla luce del Diritto Canonico e della Giurisprudenza della Rota Romana quegli elementi che possano favorire la più veritiera sentenza da parte dei Giudici circa la nullità (o meno) di un matrimonio.